Tecnica di voga.....

Il canottaggio deve essere considerato come uno sport tecnicamente esigente. In questo sport si integrano molti fattori ma solo se si capisce e si e' padroni del fattore tecnico si otterra' dall'allenamento un beneficio totale. Puo' servire a poco sviluppare la forza, la resistenza muscolare ed il massimo consumo di ossigeno se queste qualita' non possono migliorare la velocita' dell'imbarcazione.

La voga è generata da un moto alternativo del vogatore che con la pala alterna ad una fase in acqua una fase aerea, il cosidetto CICLO DI VOGA. Tale ciclo si compone di 4 fasi

  • Entrata
  • Passata
  • Finale
  • Ripresa

Il vogatore deve unire le quattro fasi in un fluido susseguirsi. Il vogatore muovendosi avanti e indietro, ad intermittenza, su di un grande atrezzo (barca), manovrando un piccolo attrezzo (remo), spostandosi su un elemento inquieto e idrodinamicamente complesso, produce:

  • Forze positive : prodotte durante la passata del remo in acqua (permettono l'avanzamento della barca).
  • Forze negative : generate dalla fase di ripresa (ostacolano l'avanzamento della barca).

L'obbiettivo di una corretta tecnica di voga e' quello di sviluppare forze positive e limitare quelle negative. Per limitare l’influenza della forza negativa e’ opportuno effettuare la ripresa con movimento uniforme e concluderla con una entrata rapida ed immediata presa d’acqua con la pala.

Per poter constatare come funzionano queste forza osserviamo dal diagramma i movimenti di una barca da competizione durante la palata.

La curva piu' alta del diagramma e' per noi la piu' interessante, ci mostra la variazione della velocita' della barca durante una palata in relazione alla sua velocita' media; questo ci puo' far vedere una buona o cattiva tecnica dell'equipaggio. Un buon equipaggio avra' una minor differenza tra la velocita' piu' bassa e quella piu' alta, mentre il carattere della curva non variera'. La curva in mezzo mostra l'accelerazione della barca; la velocita' piu' alta si ha durante la palata, quella piu' bassa durante la ripresa. Le figure mostrano la posizione del vogatore durante la palata in relazione ai movimenti della barca, con sotto una scala lineare del tempo. La parte inferiore del diagramma mostra il beccheggio, cioe' l'oscillazione della barca in senso longitudinale. Ci sono due curve, una riferita alla prua e l'altra della poppa.

Considerando la formula fisica MASSA + MOVIMENTO = FORZA  tutta questa forza prodotta finisce sulla pedaliera poiche e' l'unico collegamento fisso con la barca; infatti quando comincia la nuova palata, la massa deve fermarsi e in questo momento si produce una grande quantita' di forza negativa contraria alla velocita' della barca che si trasmette alla barca, appunto attraverso la pedaliera. L'unica possibilita' di ridurre l'influenza delle forze negative all'avanzamento della barca consiste in un buon attacco. E' qui che si evidenzia la differenza tra buoni e cattivi equipaggi.Con un attacco diretto, cioe' il remo deve entrare prima che tutta la forza vada a gravare sulle pedaliere, parte della forza passera' sulla pala. Al contrario nel finale la massa corporea si inclina verso la poppa della barca e da' a questa la possibilita' di muoversi liberamente con la minima resistenza. Visto che questa interazione tra forze negative e forze positive si ripete per circa 200 volte, una minor perdita di velocita' durante una palata significa molto.

Vediamo una piu' approfondita descrizione delle fasi della voga e degli altri aspetti che caratterizzano la vogati di coppia e di punta:

IMPUGNATURA DEI REMI: Distinguiamo nelle due diverse specialita' 

1.        Voga di coppia. Entrambe le mani impugnano i remi all’estremita’, dove i pollici premono garantendo una leggera pressione per l’aderenza dei collari contro la scalmiera. Con le pale verticali in acqua, avambracci e palmi delle mani devono essere in linea sullo steso piano con un angolo quindi di 180°.L’impugnatura deve essere tale da permettere durante la passata la miglior percezione possibile dell’effetto dell’acqua sulla pala. Per questo e’ importante che il manico del remo non sia avvolto con il palmo della mano e strizzato. Per garantire l’impugnatura migliore assicurarsi che, con la pala verticale, tra l’estremita’ del remo ed  il pollice ci sia uno spazio vuoto sufficiente per una matita. In tal modo si otterra’, durante la spalatura,un’angolo di circa 45° tra avambraccio e palmo dellamano.

In Italia e’ consolidato vogare di coppia con la mano destra che passa sotto la sinistra nei momenti di incrocio in ripresa e passata.

2.        Voga di punta. Mentre nella voga di coppia si indicano i remi con la dizione destro e sinistro a seconda della loro posizione rispetto al vogatore, nella voga di punta il remo di destra viene indicato con il termine dispari e d il sinistro con il termine pari. E’ bene ruotare gli atleti in posizione pari e dispari per condurlo ad un piu’ agevole apprendimento della tecnica. Solo in fase avanzate si potra’ procedere all’assegnazione di un ruolo.La mani impugnano il remo a circa due pugni di distanza una dall’altra ed in modo che i pollici vengano a trovarsi sotto l’impugnatura; le mani non devono avvolgere il remo con il palmo.La mano esterna impugna l’estremita’ dell’impugnatura.E’ prevalentemente la mano interna che controlla in continuazione il sicuro contatto dell’anello di arresto (collare) contro lo scalmo.La rotazione della pala viene effettuata solo dalla mano interna mentre l’impugnatura scivola in lieve contatto dentro lamano esterna che e’ rilassata.


ENTRATA (ATTACCO): E' importante che il vogatore utilizzi tutta la sua altezza e che non allunghi in avanti le spalle tanto da addottare una posizione forzata. Nell'attacco si trasmette il peso del corpo alla pedaliera usando la forza delle gambe.



PASSATA: La prima parte della palata sara' ancora a carico delle gambe, mentre dorso e arti superriori “tengono” isometricamente per trasmettere ai remi la spinta degli arti inferiori. A circa meta’ della spinta degli arti inferiori, quando le mani si trovano all’incirca sopra la pedaliera, inizia l’intervento del dorso che si distende indietro, mentre gli arti superiori rimangono distesi. Quando, per effetto combinato dell’azione degli arti inferiori e del dorso le mani si trovano circa sopra le ginocchia, intervengono gli arti superiori.L’intervento degli arti superiori deve inserirsi prima della conclusione della spinta degli arti inferiori, per sviluppare una costante accelerazione fino al finale della palata.E' importante che si utilizzi per tutto il tempo il peso del corpo e che si lavori in modo da permettere di trasmetterla al remo.


FINALE: Le spalle e le braccia chiudono la palata. E' importante mantenere sempre il peso del corpo dietro il remo, assicurandosi che sia trasmesso direttamente sulle pale, per ottenere un effetto massimo nel finale della palata. Il tronco va quindi leggermente disteso indietro oltre la veticale, spalle e busto devono rimanere naturalmente rilassati, mentre i gomiti sono tirati indietro ed allargati in modo da formare un angolo retto tra avambraccio e leva interna del remo, con il polso in linea con l’impugnatura.


RIPRESA: Nella ripresa sono le mani a dirigere il movimento, in modo da portare via velocemnte i remi dal corpo nel finale (le pale si estraggono dall'acqua). Quando le braccia sono totalmente distese, le mani continuano ad avanzare, il busto iniziera' automaticamente a flettere in avanti fino a raggiungere la corretta posizione d'attacco. Con le braccia distese e il tronco in posizione ottimale (le mani hanno superato le ginocchia)  si iniziera' a muovere il "carrello" (inteso come sedere per il sedile fisso) in avanti. Quando le mani sono sopra la pedaliera, i polsi iniziano a girare per preparare le pale per l'entrata in acqua.Tutto il movimento di ripresa deve essere condotto con fluidita’ mantenedo il corpo rilassato per consentire una se pur breve fase di recupero.

POSIZIONE DEI LOMBI DURANTE LE VARIE FASI DEL CICLO DI VOGA: Una corretta esecuzione del ciclo di voga richiede di mantenere una posizione eretta del busto per mezzo di una adeguata tensione muscolare della fascia lombare. La fatica dell’allenamento e la conseguente stanchezza puo’ portare l’atleta, che non ha un’adeguata preparazione della muscolatura lombare, ad assumere un atteggiamento posturale sbagliato. In tal caso e’ preferibile inserire una pausa nel lavoro e potenziare anche i muscoli addominali.

RITMO E FLUIDITA' DEL CICLO DI VOGA: L’ingresso della pala in acqua (inizio della passata) deve rappresentare la fase conclusiva della ripresa e deve avvenire sempre bel momento di inversione della corsa del carrello che coincide con l’inizio della spinta degli arti inferiori. Una applicazione controllata delle forze durante la passata, una ripresa effettuata con leggerezza sul carrello, sono le premesse per un ciclo di voga fluido e per un corretto scorrimento dell’imbarcazione.